Plus e Minus
C'era una volta, tanto tanto tempo fa una mamma e un papà di una famigliuola di origini modeste. Per ragioni economiche, i due vecchietti, dovettero vendere la loro figlioletta appena adolescente ad un losco uomo barbuto.
Egli la portò con sé in un grande palazzo che pullulava di ricchezze, servi e troie della peggior specie.
Le diede una stanza che aveva più la parvenza di una cella, con una finestrella in cima dalla quale filtrava un raggio di sole e un pagliericcio addossato all'angolo di una parete.
La ragazzina vi depose delicatamente la sua micetta che ronfava ignara di tutto e la coprì con un pò di paglia.
Dopo di che, uscì in giardino, dove gran parte dei servi come lei attendevano il pasto giornaliero.
Al palazzo ETEROSEX la maggior parte delle serve, per ricevere la dose quotidiana di cibo, erano costrette ad offrire "servizietti" speciali ai cellerini che le tenevano sotto controllo. Immaginate le sborrate continue. Era per questo che il giardino del palazzo ETEROSEX veniva chiamato "il bianco- come Gandalf".
Tuttavia, in un clima di totale soppressione, vi era una ventata d'aria fresca. Una persona che esprimeva le proprie idee, che spronava la gente alla libertà di pensiero, che istigava rivolte. Era la persona più odiata dai cellerini e si presentò agli occhi della piccola con un sonoro "Guardie infami!!!"
Una ragazza bellissima, con i capelli corti e arruffati, gli occhi azzurri e un sacco di piercing gridava da sopra il tetto dell'edificio. "Prendete e mangiatene tutti: questa è carne della mia carne, sangue del mio sangue, coglioni di sto cazzo" e dicendo così si calava un paio di pantaloni da uomo distribuendo tra la folla focacce e formaggio che cadevano a fiumi.
Delle guardie si affrettarono a farla scendere e la pestarono.
La fuorilegge sputò un grumo di sangue proprio quando la ragazzina si avvicinò per darle aiuto. Le guanciotte della ragazzina sirigarono di lacrime mentre i cellerini continuavano ad infierire sul corpo inerme della fuorilegge.
La giornata si concluse tra lavoretti e servizietti e la ragazzina tornò esausta nella sua "camera" e si gettò sul pagliericcio. Esso levò un grugnito. La ragazzina si accorse di essere distesa su qualcosa. Al tenue bagliore della luce lunare, la ragazzina si accorse di essere finita sulla fuorilegge misteriosa. Come la ragazza la vide se ne innamorò "ciao. Io sono Minus. Sei nuova di qui, vero?" "ehm..io..io sono Plus. Si, sono arrivata oggi" "oh...una novellina!" la fuorilegge avvicinò il viso al facio di luce che ne rivelò parecchie cicatrici e un occhio nero. La ragazzina, affascinata, percorse con le dita delicate il viso della fuorilegge. Lei sorrise.
"sono brutta, vero? Eppure ti piaccio. Guarda: si vede dagli occhi. Hai le pupille dilatate" la piccola arrossì mentre Minus la stringeva in un caldo abbraccio rassicurante.
Le due si tennero strette per un pò fino a quando Plus non disse "sai, Minus? Credo di essermi incottata di te" allora Minus la prese in braccio con dolcezza, la depose sul pagliericcio, si tolse la camicia e i pantaloni e li offrì come copertina alla sua amata. Dormirono entrambe alla grande e si svegliarono abbracciate strette strette.
L'indomani mattina avrebbero escogitato un piano per uscire da quell'inferno: prima di tutto avrebbero avuto bisogno di una fialetta di cristallo AZZURRO, poi di un pò i buona volontà. Il palazzo, si capisce, era sede incontrastata dell 'eterosessualità, così chiesero agli uomini e alle donne presenti di riconvertire il loro orientamento sessuale ad una sana omosessualità. Gli uomini amarono così tanto gli uomini e le donne amarono così tanto le donne che il Mistersex,re del palazzo fu sopraffatto dall'orgoglio gay e soprattutto, fu schiacciato dal peso tremendo della presa di coscienza di una totale inutilità del suo membro virile di fronte all'onnipotenza di un bacio ed un amplesso lesbo.
Minus portò Plus fuori da quell'inferno, direzionata verso una capannuccia costruita da lei stessa con argilla e paglia. "non è molto, meiteresti di gran lunga di più" le disse a disagio Minus. "sei sprecata con una come me, ti rendi conto?" la piccola Plus sbuffò e sorrise, Minus si arruffò imbarazzata. Da un cofanetto d'argento estrasse un piccolo anello intrecciato con foglie e spago, con una goccia opalescente di rugiada imprigionata a mo' di pietra preziosa. "So che non è molto, ma è il meglio che possa fare. Vuoi Plus, prendere questa Minus, lesbicaccia camionista anarchica rivoluzionaria di merda come tua pinguina?" la ragazzina guardò il cielo e sorrise. C'era l'arcobaleno.
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